Festival dei calci ai fiori

Giovedì, Febbraio 9, 2023

Ho  letto ,da semplice cittadino di Sanremo ,senza pregiudizio alcuno, il testo scritto da quel giovane che , se mai verrà ricordato ,forse , sarà unicamente per questo gesto di eccesso ,originato da arroganza ,enorme presunzione di sé e isterica violenza .

Niente altro e niente di più . Non ho colto nel testo alcuna volontà di esprimere pentimento, ma nemmeno rammarico , tra le parole del componimento che mi pare ,anzi , una sorta di studio per una eventuale canzone con derive psicologiche ed una forte vena autoreferenziale espressione del profilo umano che ha condotto al gesto sconsiderato e che da quello ha tratto spunto. 

Non mi preme ricevere scuse che ,comunque non cancellerebbero l’insulto sparato in faccia alla città , agli organizzatori ed ai cittadini tutti ma sopra ogni cosa ,non cancellerebbero mai l’esempio deteriore offerto ai giovani che ,purtroppo, ultimamente ,idolatrano questo genere di personaggio i cui effetti sono tristemente sotto gli occhi di tutti : volgarità, inciviltà ...violenza.

Stiamo vivendo cinque giorni di gioia, di euforico trasporto , in una città palesata a festa che , come sempre ,in queste occasioni , offre ,anche climaticamente , il meglio di sé .  Quasi un’isola felice ,per qualche tempo ,tra il turbinare di disgrazie ,eventi naturale catastrofici, guerre  che seminano tristezza, distruzione , morte . E questo “bimbo” come si definisce lui, ed é forse la sola ,migliore parola che abbia utilizzato per definire sé stesso , scaglia la sua sordida rabbia contro ciò che di più bello e gentile la natura ci ha offerto : i fiori

Mi viene da parafrasare l’aforisma di Antonio Porchia : “ I fiori senza profumo devono il chiamarsi fiori ai fiori profumati”. Ecco : così si distingue l’artista . Putroppo quel giovane ,a mio modesto parere , è privo di profumo.